BedoLabs Blog
Area dedicata ad articoli e approndimenti sul mondo IT

La maggior parte degli articoli pubblicati sul blog prendono spunto da situazioni reali. Situazioni in cui mi imbatto durante il mio lavoro e che decido di approfondire, ampliare o semplicemente raccontare. Partiamo dal presupposto che questo post si riferisce alle realtà tipo in Italia, ovvero professionisti, artigiani e PMI.

Anche in questo caso la riflessione è nata da una richiesta che mi è stata fatta da un professionista, durante il periodo di lockdown: agganciare le sue pagine social al sito dello studio. L’idea di base poteva anche essere valida, ma è bene fare una serie di considerazioni iniziali prima di avventurarsi in questa partita potenzialmente disastrosa.

Normalmente non guardo la TV, preferisco informarmi ed accedere a contenuti meno “a valanga” e prendermi il tempo per approfondire argomenti e avvenimenti. Consultare i quotidiani online e un selezionato set di testate Web, ad esempio, è un ottimo modo per fruire dei contenuti in modo gestibile.

Penso che in un mondo che ormai corre alla velocità della luce e dove l’informazione dei mass media è fortemente polarizzata (non parlo solo dell’Italia, sia chiaro), serva un approccio più pacato e l’umiltà di riconoscere che su tanti argomenti non è possibile avere un parere chiaro, univoco, sempre (qui un interessante intervento di Matteo Flora).

Questo articolo non ha nessuna pretesa di natura politica, ma vuole essere una riflessione tecnica e di buonsenso. Come professionista IT ho un importante background nell’uso delle piattaforme social, a cui si unisce una solida base in termini di audio-video

+++ aggiornamento di poco fa 22/03/20 ore 20.00 +++

l'emissione e la firma del decreto sono di poco fa, a distanza di quasi 24 ore. Rendendo fatto ulteriorimente grave e inopportuna la scelta di modalità e tempi "urgenti" dell'evento in questione

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Nella tarda serata dello scorso sabato, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato le ulteriori misure di contenimento decise per affrontare la situazione Coronavirus (CoVid-19). La piattaforma di diffusione scelta, per una “conferenza stampa” (anche se non si può definire tale, dato che è stata isolata e unidirezionale) è stata Facebook. Non solo, ma nello specifico la pagina Facebook personale di Giuseppe Conte. Tale pagina è facilmente reperibile nel campo di ricerca del social e ha come ID univoco @GiuseppeConte64, naturalmente presenta la spunta blu di certificazione in quanto pagina verificata. E ci mancherebbe altro.

Di questi tempi la qualità dell'informazione è indubbiamente una caratteristica da ricercare. Siamo inn una situazione di emergenza e dove dati, numeri e notizie si susseguono senza sosta e poter contare su fonti affidabili è fondamentale.

Ho pensato quindi di raccogliere qui sul blog una serie di fonti ritenute affidabili e che durante questa emergenza si stanno dimostrando particolarmente serie e professionali. Il lavoro è in continua evoluzione, dato che ogni giorno ci sono novità, ma direi di iniziare da quelle già raccolte.

Questo 2020 è iniziato in modo abbastanza particolare, con la pandemia di coronavirus che sta seminando panico e morti praticamente in tutto il mondo.

Mi rendo conto che possa sembrare una introduzione apocalittica, ma i dati parlano chiaro. La situazione è molto pesante e per certi aspetti ricorda le varie pandemie che hanno colpito durante gli ultimi decenni: Sars, febbre suina, mucca pazza etc.

Quale è quindi la differenza a livello “social” (inteso sia come tecnologia sia come contesto sociale) tra allora e oggi? Bene, questa è la prima pandemia che stiamo vivendo con gli occhi dei social network.

Nella vita mi occupo di consulenza IT a diversi livelli, dal consiglio sull’acquisto di un notebook alla progettazione e configurazione di reti aziendali anche di medie dimensioni. Sono ormai quasi cinque anni che lavoro nel settore e – pur non essendo certo un’eternità – ho maturato una certa sensibilità nella gestione dei progetti.

Ho deciso di scrivere questo post per il blog dopo aver affrontato, la scorsa settimana, l’impatto delle restrizioni imposte a livello nazionale per via della pandemia da coronavirus. Sono state giornate piuttosto concitate per via della necessità improvvisa da parte di quasi tutti i clienti, di mettere in atto strategie di smart working.

Nello svolgere la mia attività di consulente, passo moltissimo tempo a contatto diretto con i clienti e con le problematiche che ognuno di loro affronta nel complicato rapporto con la tecnologia.

Il livello di confidenza con il mondo dell'IT è molto variabile e dipende dalla singola persona, che può avere più o meno esperienza e sensibilità rispetto a questi argomenti. Oppure semplicemente perchè alcuni sono più "smart" di altri. Questo non toglie che ci siano una serie di situazioni ricorrenti, di cui vorrei parlare in questo post.

Durante le scorse settimane mi sono imbattuto in un problema tipico del periodo che precede la partenza per le vacanze: la scelta dei libri da leggere.

Uno di questi è proprio il testo di cui l'articolo porta il nome, ad opera di Carola Frediani, esperta e consulente di cybersecurity oltre che divulgatrice del settore. Carola ha pubblicato diversi libri di questo tipo, ma ho voluto cominciare dall'ultimo in quanto tratta argomenti molto attuali e che avevo già seguito tramite altri canali, oltre che direttamente nella mia attività di consulente IT.