BedoLabs Recensioni
Area dedicata alle recensioni sul campo di accessori, prodotti e gadget tecnologici

Nel panorama delle telecamere per videosorveglianza su rete IP la scelta è praticamente infinita, da prodotti di marchi noti (HikVision, Comelit, Foscam etc.) fino a dispositivi reperibili online e provenienti da fonti assolutamente sconosciute e con specifiche altrettanto vaghe.

Una recente richiesta di realizzazione mi ha dato la possibilità di testare un nuovo prodotto (dopo Ubiquiti, Yi ed SV3C) appartenente a una fascia di prezzo media e con caratteristiche sulla carta decisamente buone: stiamo parlando della Reolink RLC-410W nella nuova versione da 5Mpx in grado quindi di raggiungere la risoluzione di 2560x1440 pixel ed acquistabile su Amazon ad un prezzo di 95 euro.

Dopo la recensione delle telecamere Ubiquiti UVC-G3 da esterno e della Yi Dome wireless con PTZ, nella recensione di oggi parleremo dei prodotti SV3C. Si tratta di una delle numerose case produttrici con base in Cina e che propone soluzioni di videosorveglianza con buone caratteristiche complessive e prezzo estremamente aggressivo.

In questo panorama piuttosto variegato e affollato, SV3C si presenta con una linea di prodotti completa che comprende camere cablate, wireless, da interno ed esterno e distinte tra quelle che usano codifica H.264 e H.265. Sul sito si possono consultare le specifiche di tutti i modelli, ma nello specifico andremo a parlare della SV-B06W-1080P HX che si posiziona nella fascia medio-alta, offrendo una risoluzione FullHD e connettività sia cablata che wireless. Le specifiche tecniche parlano di:

In passato ho già ampiamente parlato delle videocamere Ubiquiti UVC-G3 per videosorveglianza, sia a livello di funzionalità sia per quanto riguarda le soluzioni hardware utilizzabili come controller centralizzato. La scelta iniziale era caduta su una macchina virtuale (prima Linux e poi Windows) attiva su host ESXi, per poi passare qualche mese fa ad un PC all-in-one Asus stand-alone della serie eeBox PC con sistema operativo Lubuntu, che non implicasse quindi, di tenere acceso il server h24.

L'esperimento che si è rivelato in parte fallimentare, dato che le limitate risorse hardware del PC si sono presto scontrate con quelle richieste per la gestione fluida dei flussi video. È quindi nata l’idea di assemblare un nuovo controller, con budget ridotto al minimo, ma in grado di gestire correttamente più camere a piena risoluzione (FullHD a 30 fps) senza applicare limiti di banda o downscaling di risoluzione e qualità d'immagine.

Dopo una serie di valutazioni sia tecniche, sia di prezzo, la configurazione scelta è risultata essere la seguente:

Di basette USB per leggere HDD ed SSD se ne trovano moltissimi modelli, da quelli di fattura più economica (e costo basso), fino a soluzioni evolute e costose che possono raggiungere prezzi anche piuttosto elevati. 

Ne esistono con una baia, due baie, lettori di schede di memoria, porte USB esterne e così via, ma ancora nessuna presentava la connessione di tipo USB-C. Inatek va a colmare questo vuoto con un modello che si posiziona nella fascia medio-alta del mercato e che finalmente supera i limiti delle generazioni precedenti essendo dotata di connessione USB 3.1 con connettore Type-C (LINK acquisto).
Il dispositivo è in grado di leggere due unità, anche contemporaneamente, con form factor 2.5 e 3.5 pollici e canali SATA I/II/III, capienza fino a 8 TB e supporto alla modalità UASP.

Nella scatola

La confezione è estremamente semplice, una scatola di cartoncino leggero con la stampa del marchio e una rappresentazione del dispositivo. All'interno si trova la docking, insieme a una scatola più piccola contenente cavo di alimentazione e il cavo USB-C di buona fattura e lungo circa 50cm. La basetta non trasmette un particolare senso di solidità, è infatti molto leggera e la plastica risulta piuttosto sensibile a polvere e ditate durante l'utilizzo.

Fino a metà 2016 per me le periferiche di puntamento erano solo Logitech: fossero mouse, tastiere o kit. Non mi ero mai rivolto altrove, vista l'esperienza d'uso sempre di alto livello garantito dai dispositivi della casa svizzera. 

Alla rottura di uno dei miei più fidati mouse, ho deciso di mettermi alla ricerca di qualche prodotto alternativo che sapesse unire qualità costruttiva, esperienza d'uso e affidabilità nel tempo. Dopo ricerche piuttosto approfondite mi sono imbattuto nella linea AIRE di Gigabyte, un nome che normalmente si associa alla componentistica per PC, magari di fascia gaming, non certo a mouse e tastiere. 

Non solo schede madri

Le periferiche di puntamento proposte dal marchio Taiwanese sono, invece, numerose e spaziano tra soluzioni cablate, wireless o kit combo, in modo da poter soddisfare praticamente ogni esigenza: in generale con l'occhio verso il mondo del gaming, piuttosto che verso quello dell'uso ufficio.
La scelta iniziale cadde sul modello M73, un mouse desktop di fascia media con ottima ergonomia e un puntamento estremamente preciso, anche su superfici trasparenti come il tavolo di vetro su cui lavoro normalmente, davvero niente male.

++++ Update 7 Marzo ++++

La videosorveglianza è un settore che, fin dagli inizi, è stato quasi esclusivamente di competenza di elettricisti, impiantisti e dei loro cavi coassiali. Da diversi anni a questa parte, l’avvento delle soluzioni IP (quindi dispositivi di rete come PC, switch o stampanti) ha portato la videosorveglianza sempre più vicino al mondo informatico.

Mesi fa ho provato la soluzione proposta da Ubiquiti, ma si tratta di un impianto di fascia professionale, adatto alla copertura di aree anche vaste e che richiede un discreto impegno tra assemblaggio fisico e configurazione pratica, oltre a essere piuttosto costoso.

Ho deciso quindi di mettere alla prova un prodotto che da tempo sto seguendo e che, secondo me, offre un ottimo compromesso tra costo, facilità d’uso ed efficacia: stiamo parlando della linea di videocamere della cinese YI (forse Xiaomi vi suona più familiare). Prima di scrivere la recensione ho testato il modello in questione per oltre un mese, in modo da avere dei riscontri reali anche a livello di stabilità e affidabilità di funzionamento.

portacavi e organizer strumenti indispensabili

Sia in ambito domestico che di ambiente di lavoro, la presenza di cavi e cavetti è ormai una costante nella vita di (quasi) tutti noi. Dal cavo di ricarica del telefono a quelli di action-cam, dispositivi indossabili, power bank etc...

Come fare quindi per evitare di trovare scrivanie e credenze sommerse da cavetteria intrecciata e sempre nel posto sbagliato? 

Gli astucci portacavi possono essere la soluzione gran parte di questi problemi: ne esistono decine di modelli, con prezzi e dimensioni dei più disparati. Come sempre il punto di riferimento per questo tipo di oggetto è Amazon, dove ho scelto questi due esemplari:

  • JamBer organizzatore portacavi -> LINK
  • Ugreen borsa per dispositivi elettronici -> LINK

Si tratta di oggetti piuttosto economici, ma come andremo a vedere nell'articolo, bastano pochi euro in più per fare davvero la differenza. 

Ho già parlato di questa chiavetta USB nella mia guida ai regali di Natale smart, ma volevo scendere maggiormente nel dettaglio di caratteristiche e vantaggi di questo prodotto.

Per quanto le soluzioni Cloud siano sempre più diffuse e accessibili, penso che il caro vecchio supporto fisico possa ancora rappresentare uno strumento fondamentale in una vasta serie di situazioni: ad esempio, io mi trovo spesso a lavorare presso la sede dei clienti e ad avere necessità di file di installazione, tools o interi software che non era previsto sarebbero serviti. 
Non tutto può essere recuperato via cloud, sia per motivi di dimensioni dei file, sia di tipologia di connessione a Internet...o per il semplice fatto che in quel momento ti trovi PROPRIO a risolvere un problema di connettività.

Tutte le moderne chiavette sono ormai dotate di porta USB 3.0 o delle successive generazioni di USB 3.1, con il tipico connettore rettangolare (USB tipo-A di colore azzurro), ma ancora poche nascono per essere utilizzate con la più moderna tecnologia Tipo-C. USB Type-C è lo standard di connettore più recente nella famiglia USB ed è caratterizzato dall'avere una forma simmetrica, che permette quindi di essere reversibile. Apple è forse l'azienda che più di tutti ha creduto in questo standard, tanto da dotare i suoi MacBook delle sole connessioni USB Type-C appunto; ma anche nel mondo degli smartphone la strada è ormai tracciata.

Condividi l'articolo

BedoLabs.it di Ing. Lorenzo Bedin - Consulenza IT