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portacavi e organizer strumenti indispensabili

Sia in ambito domestico che di ambiente di lavoro, la presenza di cavi e cavetti è ormai una costante nella vita di (quasi) tutti noi. Dal cavo di ricarica del telefono a quelli di action-cam, dispositivi indossabili, power bank etc...

Come fare quindi per evitare di trovare scrivanie e credenze sommerse da cavetteria intrecciata e sempre nel posto sbagliato? 

Gli astucci portacavi possono essere la soluzione gran parte di questi problemi: ne esistono decine di modelli, con prezzi e dimensioni dei più disparati. Come sempre il punto di riferimento per questo tipo di oggetto è Amazon, dove ho scelto questi due esemplari:

  • JamBer organizzatore portacavi -> LINK
  • Ugreen borsa per dispositivi elettronici -> LINK

Si tratta di oggetti piuttosto economici, ma come andremo a vedere nell'articolo, bastano pochi euro in più per fare davvero la differenza. 

Ho già parlato di questa chiavetta USB nella mia guida ai regali di Natale smart, ma volevo scendere maggiormente nel dettaglio di caratteristiche e vantaggi di questo prodotto.

Per quanto le soluzioni Cloud siano sempre più diffuse e accessibili, penso che il caro vecchio supporto fisico possa ancora rappresentare uno strumento fondamentale in una vasta serie di situazioni: ad esempio, io mi trovo spesso a lavorare presso la sede dei clienti e ad avere necessità di file di installazione, tools o interi software che non era previsto sarebbero serviti. 
Non tutto può essere recuperato via cloud, sia per motivi di dimensioni dei file, sia di tipologia di connessione a Internet...o per il semplice fatto che in quel momento ti trovi PROPRIO a risolvere un problema di connettività.

Tutte le moderne chiavette sono ormai dotate di porta USB 3.0 o delle successive generazioni di USB 3.1, con il tipico connettore rettangolare (USB tipo-A di colore azzurro), ma ancora poche nascono per essere utilizzate con la più moderna tecnologia Tipo-C. USB Type-C è lo standard di connettore più recente nella famiglia USB ed è caratterizzato dall'avere una forma simmetrica, che permette quindi di essere reversibile. Apple è forse l'azienda che più di tutti ha creduto in questo standard, tanto da dotare i suoi MacBook delle sole connessioni USB Type-C appunto; ma anche nel mondo degli smartphone la strada è ormai tracciata.

Ci troviamo ormai a ridosso del periodo natalizio e, come ogni anno, la corsa ai regali entra nella frase più critica sia per le tempistiche a disposizione, sia per la ricerca continua di idee e spunti.

Ho pensato quindi di preparare una guida agli acquisti, ispirata alle mie esperienze dirette e orientata il più possibile alla praticità e al rapporto spesa/soddisfazione. Naturalmente la piattaforma di riferimento per eccellenza non poteva che essere Amazon, con il suo incredibile mix di rapidità e vastità di scelta.

Andiamo quindi a scoprire le categorie di regali smart:

Battery pack a.k.a Power Bank

Tutti quanti (o quasi) abbiamo uno smartphone e viviamo nella costante preoccupazione di rimanere con la batteria scarica. La soluzione che si è imposta in questi anni è quella delle batterie portatili con presa USB, da utilizzare come scorta di emergenza per la ricarica dei nostri dispositivi. Parlo di dispositivi e non semplicemente di smartphone, perchè queste batterie sono in grado di alimentare anche tablet, action cam, cuffie e addirittura funzionare come booster per l'accensione di auto e moto (solo determinati modelli hanno questa funzione, sia chiaro).

Il Galaxy S8 è l'ultimo top di gamma della casa coreana e non ha certo bisogno di presentazioni o dell'ennesima prova-recensione. Tuttavia questo articolo vuole essere una raccolta di qualche riflessione a caldo e a freddo su un esemplare che mi è capitato tra le mani in queste settimane.

I dati di targa sono naturalmente di tutto rispetto: processore 8 core, connettività completa, porta USB-C, impermeabilità IP68 etc. etc., ma quello su cui vorrei soffermarmi è il rapporto tra display, dimensioni e fattore di forma. Arriviamo da anni in cui la realizzazione di smartphone con schermi sempre più grandi ha - in certi casi - superato la soglia del buonsenso. Fortunatamente (almeno a mio parere) nelle ultime due generazione di terminali, questa tendenza sembra essersi arrestata, anche grazie all'approccio introdotto da Apple nel realizzare il proprio top di gamma, affiancato dalla versione "plus", a metà tra un phablet e uno smartphone un pizzico più grande.

Ci si trova quindi di fronte a una nuova tendenza: display più grandi, ma con cornici molto più piccole per il top di gamma e display XL per la rispettiva edizione Plus. Altra differenza sta nel fattore di forma, dove LG e Samsung hanno introdotto la tipologia 18:9, ovvero una versione più allungata a parità di pollici totali. Il mix di tutte queste novità unito, in alcuni casi, all'uso di display con bordi arrotondati (detti "edge") ha portato ad ottenere smartphone con display da 5.6 o 5.8 pollici di diagonale, ma con ingombro complessivo minore o uguale a quello dei prececessori da 5.5 e 5.2''. 

Negli ultimi anni l'evoluzione fotografica degli smartphone è stata esponenziale. Ad oggi la maggior parte dei dispositivi di fascia medio-alta è in grado di fare foto paragoabili a quelle di una compatta di qualche anno fa, andando di fatto a sostituire queste ultime nell'utlizzo di tutti i giorni.

Nel caso degli smartphone più evoluti, è possibile trovare modalità di scatto avanzato come l'esposizione manuale o il formato RAW. Tuttavia queste funzioni richiedono un supporto adeguato per il dispositivo, in particolare nel caso di scatti a lunga esposizione, di autoscatti o per la realizzazione di timelapse. Manfrotto è un marchio che nel settore della fotografia non conosce rivali, e da qualche tempo ha iniziato a realizzare supporti specifici per smartphone (in particolare per iPhone) adatti a rendere il telefono uno strumento di imaging piuttosto avanzato: in questo catalogo troviamo appunto il McClamp, un supporto universale per liberare le potenzialità fotografiche dei nostri device.

hdmi extender agptek 60m

Esistono una serie di situazioni, nelle quali la sorgente video (notebook, desktop, consolle etc.) si trovi distante dal dispositivo su cui si vogliono visualizzare i contenuti. Una delle più lampanti è quella dei proiettori, che nella maggior parte dei casi sono posizionati a parecchi metri dalla sorgente.

In generale, quando si deve trasportare un segnale video su distanze superiori a quelle di un cavo comune (da 1 a 3 metri), esistono due approcci principali: utilizzare una prolunga (VGA o HDMI normalmente), oppure sfruttare un HDMI extender. A queste due strade si affianca l'utilizzo della tecnologia Miracast su televisori smart, che richiede un articolo dedicato.

Utilizzare cavi video lunghi, siano essi per segnale analogico VGA o digitale HDMI, porta con se svariati aspetti negativi: costi elevati, relativa difficoltà di acquisto nei normali negozi di elettronica e problemi di peso/ingombri dovuti alla spessa sezione dei cavi stessi. Un cavo VGA da 30 metri può pesare diversi chilogrammi ed è parecchio complicato da stendere, fissare e riavvolgere. Proprio in questo contesto si posizionano i dispositivi di cui parleremo in questo articolo.

Un trasporto HDMI è composto da una coppia di oggetti in grado di convertire il segnale video (parliamo del caso HDMI, che nasce già come segnale digitale) e trasmetterlo su un comune cavo di rete Ethernet. La struttura di base è molto semplice: abbiamo un trasmettitore e un ricevitore simmetrici e dotati di una porta RJ45 e una HDMI, oltre al plug di alimentazione. L'installazione è altrettanto immediata, una volta posizionati trasmettitore e ricevitore in prossimità della sorgente e della destinazione e collegati i cavi HDMI, è sufficiente stendere e connettere i terminali Ethernet per ottenere il flusso video. I vantaggi sono svariati, ma la combinazione vincente è data dai prezzi di acquisto contenuti, uniti alla comodità dei cavi di rete (leggeri ed economici) al posto di un ingombrante cavo video.

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iFixIT è un nome che, per gli addetti ai lavori, significa solo una cosa: smontaggio di dispositivi elettronici.

L'azienda californiana è da anni specializzata nella realizzazione di recensioni, tutorial, guide, attrezzi e parti di ricambio. Con l'avvento di smartphone, wearable e gadget elettronici, la visibilità (nello specifico del sito Web www.ifixit.com) è cresciuta esponenzialmente, diventando un riferimento per chiunque voglia cimentarsi nella riparazione di questo genere di device.

Qualche giorno fa mi sono trovato a dover smontare un MacBook Air del 2007: essendomi già scontrato con portatili Apple, ero convinto di potermela cavare con un paio di Torx della giusta misura. Tuttavia la scocca era chiusa da viti Pentalobe nr.5 a cinque punte, ben diverse dalle torx classiche che chiudono i MacBook Pro. L'occasione è stata giusta per acquistare il kit di cui vi parlerò oggi.

Quale scegliere

IfixIT propone svariati prodotti di questo tipo, nello specifico i kit sono 3: Essential Electronic Toolkit, 64 Bit Driver Kit e il più completo Pro Tech Toolkit (link allo store qui). I prezzi variano dai 50 ai 70 euro, sia che utilizziate lo store ufficiale, sia su Amazon (da cui sicuramente arrivano più velocemente per l'Italia). Nel mio caso ho acquistato il Pro Tech, quello più completo.
Il toolkit viene fornito in una pratica custodia in tessuto, organizzato in 3 sezioni rispettivamente dedicate agli strumenti per il sollevamento delle parti, al set di pinzette e al kit cacciavite.

Partendo da sinistra troviamo tre strumenti in plastica con punta a spatola, la ventosa per la rimozione/sollevamento di parti senza appigli (tipicamente schermi e scocche) e il braccialetto antistatico. Al centro trovano spazio le varie pinzette, uno strumento a doppia spatola e il taglierino con una comoda impugnatura in gomma e tre plettri. La parte più a destra è dedicata al set contenente i 64 inserti per il cacciavite, compreso di prolunga flessibile e naturalmente tutti magnetizzati.

Santa-Maria-del-Fiore-Firenze

Quando si parla di smartphone, i nomi che vengono in mente alla maggior parte degli utenti sono i soliti noti: Apple, Samsung, LG e (da qualche anno) Huawei. I più smart magari hanno sentito parlare della famiglia Pixel di Google, o seguono le peripezie di Sony, HTC e Motorola (ora sotto Lenovo).

In questo panorama incredibilmente affollato, da un paio d'anni si è fatto largo un altro produttore, caratterizzato da un approccio completamente diverso: OnePlus. La società cinese propone infatti a listino un solo modello alla volta, prodotto in volumi contenuti ed acquistabile ufficialmente solo tramite lo store online. Questo sistema (molto simile a quello di Apple fino al modello 4S) permette di offrire un prodotto ben progettato, con il meglio della tecnologia disponibile in quel momento e con una ottimizzazione sia hardware che software sconosciuta alla maggior parte degli altri produttori.

Sul Web è possibile trovare decine di recensioni e unboxing, sia in inglese che in italiano, motivo per cui questa non sarà una review di natura tecnica. Lo scopo di questo articolo è dare un feedback di utilizzo reale nella vita di tutti i giorni dello smartphone in questione.

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BedoLabs.it di Ing. Lorenzo Bedin - Consulenza IT